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Il bisogno di crederci...

Written by Antonio Spinelli. Posted in Editoriale

“Incredibile, Pazzesco…” due parole, due aggettivi che, non solo, ci riportano tutti alle immagini e ai brividi di quella magica domenica di fine settembre nella quale abbiamo coronato un sogno e scritto una pagina di storia dello sport che amiamo, laureandoci Campioni del Mondo; ma che decisamente ben descrivono questo 2018 pieno di impegni, sfide, progetti, gioie ma anche tensioni, e purtroppo momenti dolorosi.

Un 2018 che ci ha fatto correre, nel gestire una stagione sportiva complessa che si è rivelata come sempre appassionante, imprevedibile, emozionante fino all’ultimo minuto dell’ultima gara.
 
Un 2018 che ci ha visti impegnati tutti nel prepare e nel vivere le emozioni e le tensioni, di un mondiale #asneverbefore. Un percorso, questo, che mi ha personalmente e istituzionalmente permesso di incontrare e conoscere realtà, ma soprattutto persone che si sono impegnate a fondo nei compiti che gli sono stati affidati, impegnando il proprio tempo, libero e non solo, nel creare i presupposti per rendere il mondiale l’evento che tutti abbiamo a lungo sognato.
La voglia di esserci e di fare, ispirata all’amore e alla passione per questo sport, dei membri del comitato organizzatore e ancor di più dei volontari, specie di coloro che hanno incontrato il nostro sport solo a Lignano, ha lasciato in me un segno e un ricordo profondo. 
Credetemi, fidarsi, e delegare, soprattutto per chi, come me, è stato scelto a ricoprire un ruolo di rilevanza istituzionale, per quanto necessario è spesso complesso, il percorso di avvicinamento al mondiale e il risultato che ho visto dal punto di vista organizzativo mi ha insegnato che a volte anche le proposte per me meno comprensibili o apparentemente più bizzarre possono davvero creare una magia e un atmosfera diversa.
La fiducia è un valore che invito tutti a coltivare nel prossimo anno. 
Il 2018 ci ha visto fare passi avanti nella professionalizzazione della struttura federale grazie all’introduzione di un responsabile dell’Area Tecnica, Domenico Peluso, un nuovo responsabile del Settore Arbitrale Eugenio Trevisan e alla conferma di Valentina Erta per la Commissione Classificatori e degli accordi, iniziati per il mondiale, con MOON Studio per la grafica e la comunicazione.
 
Il 2018 è stato un anno di grandi traguardi e grandi cambiamenti e di conseguenza anche di grandi discussioni e polemiche. Devo necessariamente dedicare qualche parola all’argomento che ha risvegliato l’attenzione dei più, vale a dire la classificazione. Argomento complesso, articolato ma finalmente affrontato in modo univoco a livello nazionale e internazionale con lo stesso sistema come tante altre nazioni europee hanno deciso di fare, alcune già prima di noi. 
 
Il mondiale appena conclusosi ci ha mostrato chiaramente che i punteggi non sono l’unica determinante nella definizione di un risultato di gara, ce lo ha dimostrato chiaramente la Svizzera che con solo 10,5 punti in campo, ma con una preparazione tecnico e tattica attenta e una mentalità e voglia di vincere evidente a tutti, ha battuto l’Olanda che, contando tutti i mezzi punti divenuti ufficiali dopo il mondiale, ne schierava 13,5. 
Capisco le difficoltà, e la ritrosia al cambiamento che per quanto annunciato nell’estate del 2017, ha avuto un impatto importante su tutti e per tutti, ma penso sia necessario anche ricordarci che  siamo di fronte ad uno strumento che è stato a lungo testato e studiato e che, come più volte sottolineato nelle lettere firmate dalle società FIWH, è valido. Aspettare, rimandare o posticipare non avrebbe cambiato l’impatto dell’introduzione di questo sistema. 
E’ facile sedersi in tribuna e pensare che il giocatore X sia un fenomeno o quello Y sia davvero in difficoltà ma non è su questo, non è sul talento, la bravura o sulla gestione domestico quotidiana di ciascuno che si basa la classificazione. 
La funzionalità di ciascun atleta è la somma di una serie di valutazioni, che nessuno o pochi di noi possono davvero dirsi in grado di valutare.
La classificazione è un argomento in evoluzione costante, come costante è l’evoluzione della ricerca medico-scientifica e funzionale, per questo alcuni nostri classificatori sono inseriti nella commissione internazionale, per far si che ci sia un costante scambio di pareri e opinioni. Il consiglio ha deciso anche di tornare ad investire in formazione, stiamo lavorando ad un nuovo corso nel quale proveremo a coinvolgere UILDM e i Centri Nemo, che vorremmo coinvolgere sia nella formazione di futuri classificatori, per far si che le specifiche problematiche neuro-muscolari siano ben conosciute dagli addetti ai lavori, che nella valutazione di eventuali nuove metriche o proposte da sottoporre ad IPCH per il futuro della classificazione.
 
Quello che personalmente e in qualità di Presidente voglio chiedere a ciascuno di voi alla fine di questo movimentato 2018 e in previsione del 2019 è Fiducia. Fiducia perché da quasi 25 anni questa federazione è in crescita costante, perché i successi e i traguardi li stiamo pian piano raggiungendo, perché è una federazione fatta di persone innamorate di questo sport e che dedicano non solo tempo ma anche amore e passione incondizionata a questo movimento. È raro, e ce lo invidiano in molti, trovare realtà federali nelle quali atleti, volontari e dirigenti sono cosi disponibili a mettersi in gioco con le loro professionalità e conoscenze. 
Siate fiduciosi e ottimisti, tutti noi e tutti voi siamo qui per realizzare il meglio per lo sport che amiamo. 
 
Auguro a tutti voi che il periodo natalizio sia un periodo di serenità utile a ricaricare le pile per un 2019 che si promette impegnativo ma pieno di belle iniziative e sorprese: la prima il nuovo sito realizzato in collaborazione con MOON Studio che sarà online all’inizio dell’anno nuovo. 
 
Buon Natale

 
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As Never Before Italia !!

Written by Antonio Spinelli. Posted in Editoriale

In quei concitati minuti successivi al fischio finale di Danimarca – Italia, finale Mondiale, ho assaporato l'espressione più autentica del nostro movimento.

Lacrime, volti prima tesi e poi sorridenti, abbracci, salti di gioia, tifosi impazziti che quasi cercavano in un abbraccio di sollevare dalla carrozzina gli atleti, dimenticandosi per un istante delle loro limitazioni fisiche.

Di fronte ad una gioia così grande era davvero difficile frenare tanto entusiasmo.

Io, ancora oggi, faccio fatica a rendermi conto di ciò che è successo.

Forse ci vorrà ancora tempo per rendermi conto che “Siamo Campioni del Mondo!!”.

Lo è questo sport, lo è la Federazione, lo è ciascuno di noi.

Non è stata la vittoria di un singolo, ma del gruppo, ciascuno secondo il suo ruolo ha regalato all'Italia questa grande, immensa gioia.

Ciò che abbiamo vissuto a Lignano non si era mai visto prima. Gli oltre 200 tifosi che assiepavano le tribune del palazzetto durante la finale  che con il loro calore ed incitamento, hanno trascinato i ragazzi in campo. Da Bolzano a Palermo tutta l'Italia era con noi!! Non si era mai visto prima un simile spettacolo. Ho pianto con voi, ho stretto centinaia di mani ed abbracciato molti di voi. Non so cosa d'altro ho fatto, ma ero come voi pazzo di gioia!! Grazie!!

Grazie ai dieci fantastici Campioni in campo. Nessuno di noi saprà mai quali emozioni, tensioni, senso di responsabilità, accompagnava ciascuno di voi in ogni gara senza poterli esprimere appieno. Ma si è campioni anche grazie a questi aspetti umani che fanno parte di noi.

Voi, cari atleti, non siete solo il mio orgoglio, ma lo siete di una intera nazione.

Grazie ai Mister, condottieri e gladiatori straordinari, che hanno plasmato questo gruppo a loro immagine e somiglianza. Voi meritate questo trionfo per tutto ciò che in questi quattro anni siete stati capaci di trasmettere ai vostri ragazzi. Ci avete regalato un Sogno.

Oggi, al risveglio e grazie a voi, siamo Campioni del Mondo!!

Grazie all'intero Staff che vi ha supportato, ciascuno con il proprio ruolo , la propria competenza e professionalità. Siete stata l'espressione più evidente che il “gruppo” fa la squadra. E che squadra!!

Sognavo, ad inizio Mondiale, uno straordinario Kolossal sportivo. Forse ho esagerato un po' nel desiderarlo, ma ci credevo!!

Ci credevo perché sapevo quanta forza e volontà vi accompagnava in questa storica impresa.

Ci credevo perché sapevo quale straordinario lavoro stava svolgendo il LOC da mesi, ma con sincerità, non mi aspettavo così tanto!!

Impeccabili, ragazzi, incredibili davvero!!

Grazie perché, indirettamente, mi avete dato una “lezione” che resterà in me.

Grazie ai numerosi volontari che hanno accompagnato, con il loro indispensabile contributo, ogni istante di questo mondiale. Non sarebbe stato possibile ricevere applausi a scena aperta da tutte le delegazioni, gli ospiti, i tifosi se non ci fosse stata la vostra presenza.

 

“Ci distingue la capacità di creare e la creatività può avere molte forme, dalle cose pratiche a quelle teoriche. Per quanto la vita possa sembrare difficile, c'è sempre qualcosa che potete fare e qualcosa in cui potete eccellere. Perciò, oggi, celebriamo l'eccellenza, l'amicizia e il rispetto.” (Steven Hawikins) 

 

In questo straordinario pensiero vi è racchiuso tutto il mondiale, con le sue immagini più belle che resteranno nella storia.

La gioia degli atleti Australiani e Canadesi che per la prima volta rappresentavano la propria nazione e che nel corso del tempo sono migliorati molto nonostante i limiti tecnici.

Le lacrime piene di orgoglio e gioia dell'allenatore svizzero dopo la vittoria contro l'olanda.

Le lacrime di Berri e Marcel che portano la Danimarca in finale proprio superando la squadra che fino a pochi anni fa avevano guidato al successo.

Le lacrime di Stefan Utz che lascia la nazionale tedesca dopo 20 anni di militanza e in più sul campo in cui ha vinto un mondiale.

Le lacrime di tutti i nostri atleti, ciascuno per motivi diversi, che dopo anni di appartenenza al movimento e al gruppo azzurro hanno vinto un Mondiale e che di colpo vedono realizzati tutti i loro sogni e premiato ogni sforzo compiuto per raggiungerli.

Le lacrime di gioia dei nostri Mister e di tutto lo staff per il raggiungimento di un traguardo prima immaginato, poi pian piano costruito ed in fine raggiunto con pieno merito.

Le lacrime e la soddisfazione di tutti gli addetti ai lavori per aver regalato, con impegno e passione, un mondiale mai visto prima!!

Ora, terminate le riprese del Kolossal sportivo, scelti i dieci attori protagonisti, definiti i ruoli di registi e staff al seguito, è tempo di abbandonare il set e lasciarsi andare, con la mente ed il cuore, ai ricordi.

Quando ci si allontana da un luogo (in questo caso il palazzetto di Lignano), ciò che vorremmo portare con noi sono le emozioni che quel luogo contiene e trattiene.

I cori festosi dei tifosi, le note del nostro inno italiano, le urla di gioia dei protagonisti in campo, l'incontenibile esultanza dei mister, il rumore della pallina che lentamente entra in porta; il “toc” della carrozzina del portiere che respinge il rigore determinante.

Questo è l'Essenziale di ciò che abbiamo vissuto quel memorabile 30 settembre.

Perchè l'Essenziale non lo si coglie quando i conti tornano, ma soltanto quando il sipario cala all'improvviso e non resta che una platea vuota.

Nella mente e nel cuore riecheggiano le ultime note di “We are the Champions”, quasi a volerti ricordare quanto appena accaduto.

E' un attimo, un istante, e sei nuovamente invaso da cori festanti ed urla impazzite:

“Siamo noi, siamo noi, i Campioni del Mondo siamo noi!!”

E' una gioia senza fine.

 

“Guardate le stelle nel cielo e non solo la terra ai vostri piedi. Provate a trarre un senso da ciò che vedete e domandatevi cosa fa esistere l'universo.” (Steven Hawikins)

 

Domandiamocelo tutti. La risposta la troveremo dentro di noi.

As Never Before Italia !!

 

Antonio Spinelli

Presidente Federale

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Il saluto del Presidente alla cerimonia di apertura del Mondiale 2018

Written by Antonio Spinelli. Posted in Editoriale

Cari atleti,allenatori e tifosi al seguito benvenuti in Italia e per molti di voi bentornati a Lignano Sabbiadoro. 

Mi piace immaginare questo palazzetto come un set cinematografico in cui ciascuno di voi è chiamato a recitare al meglio la sua parte per convincere il regista a farvi entrare nel cast del kolossal che vedremo in questi giorni.
 
Ciascuno di voi darà il meglio di sé,  metterà in gioco la propria passione, la grinta, la determinazione, l'impegno massimo per farsi notare dal regista.
 
Il regista che risponde al nome del vostro allenatore. Colui che dirige il gruppo, indica lo schema, la tattica. Colui che è pronto a correggervi se sbaglierete una sua indicazione. 
 
In questi giorni regalateci momenti di Integrazione tra le diverse nazioni in campo e davanti ad un buon caffè;  regalateci una sana e sportiva Competizione; regalateci una autentica Passione per questo straordinario sport che tanto amate.
 
Al termine non ci sarà un solo attore protagonista che rubera' la scena. Non ci sarà un solo atleta al centro della cronaca, sulla stampa, sui social. Al termine di questo memorabile kolossal che stiamo per vivere ci saranno 80 attori protagonisti. 
 
Al termine noi tutti, in tribuna, vi tributeremo un lunghissimo,  fragoroso applauso. Lo faremo dopo avervi sostenuto,  incoraggiato, osannato in tutte le gare.
 
A voi tutti chiedo di regalarci, e sono convinto che lo farete, uno spettacolo sportivo mai visto prima.

 

 

 

 

 

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Come mai prima d'ora!

Written by Antonio Spinelli. Posted in Editoriale

Una stagione densa, segnata dalle novità quella che stà per concludersi.

Novità regolamentari,istituzionali, novità che hanno richiesto a tutti, nessuno escluso, grossi sforzi e tanta volontà ma che stanno permettendo al nostro spot e alla nostra Federazione di proseguire un percorso di rinnovamento necessario per continuare a crescere e mantenere le aspettative e centrare gli obiettivi di medio- lungo termine che ci siamo proposti. 

Novità e direi necessità di cambiamento ed, in un certo senso, evoluzione del nostro sport che non sempre è da tutti condiviso. Lo capisco e ne posso comprendere le perplessità. Ma se continuiamo a stare fermi al “palo” non possiamo certo auspicare a quel salto di qualità a cui tutti aspiriamo.

Non è mia abitudine nascondermi dietro ad un dito. Sò benissimo che c'è molto da lavorare ancora, c'è molto da migliorare o se preferite “perfezionare” in ogni settore della Federazione. Ne sono consapevole e sono il primo a ravvisarne la necessità. Ad ragione di questo vi invito sin da ora ad una collaborazione costruttiva. Non ho mai negato la parola a nessuno. Se avete proposte o idee risolutive ai “problemi” di sempre, bhè, sono qui pronto ad ascoltarvi.

Certo che un po' di sana “pazzia” a me ed al Consiglio non manca. Infatti saranno queste delle finali speciali e non solo per la magia di ritrovarsi e condividere 4 giorni di hockey ai massimi livelli che di anno in anno i playoffs ci regalano, ma perchè a vivere questa esperienza, unica umanamente e sportivamente, saranno per la prima volta ben 12 squadre. 

Una scelta questa fortemente voluta dal consiglio federale convinto che l'ulteriore crescita del movimento, passasse anche per la opportunità di partecipazione di più squadre possibili ai momenti di competizione più importanti. 

Una scelta che si era espressa già nella stesura del tabellone della Coppa Italia FIWH UILDM, competizione sulla quale il Consiglio Federale sta meditando un restying sempre atto a promuovere una maggior partecipazione. 

Portare 12 squadre ai Playoff è un successo e nel contempo una grande sfida. Un successo perchè significa che il nostro movimento è in continua crescita dal punto di vista non solo della quantità ma anche della qualità, soprattutto in A2 questa decisione ha permesso un incremento qualitativo del gioco in molti campi e per molte società. Una sfida perchè la qualità e l'agonismo mostrato da tutti voi e anche da chi purtroppo a Lignano non è arrivato ha richiesto, richiede e richiederà alla Federazione in tutti i suoi organi e ruoli così come a tutte le società maggior attenzione e preparazione. Una sfida perchè organizzare una manifestazione come questa, che già con 8 squadre coinvolgeva più di 300 persone, e garantirne uno svolgimento fluido con un programma il più possibile equo per tutti e di livello in linea con le vostre aspettative è tutto fuorchè semplice. 

Ma le sfide per questo 2018 non sono finite. Ci aspetta un altra grossa sfida. L'organizzazione di un campionato mondiale #asneverbefore. Un onore e un onere, un regalo e un impegno per noi come Federazione ma anche per ciascuno di voi che è chiamato e invitato a partecipare come volontario, tifoso, spettatore ad evento che già solo grazie alla confermata partecipazione di squadre provenienti da 3 continenti contribuirà certamente a scrivere una pagina di storia fondamentale per il nostro sport a livello internazionale. 

Lo slogan del Mondiale recita: Sport is sport. Enjoy it as never before che vuol dire Lo sport è sport. Godiamocelo come mai prima d'ora! 

Questo stesso augurio lo rivolgo a noi e a voi tutti, Godiamoci lo sport che amiamo, godiamoci questi giorni di incontro e condivisione, lasciando come sempre al campo e al gioco i verdetti. 

 

Buon divertimento!

 

Antonio Spinelli

 

Presidente Federale

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Sulla retta via....

Written by Antonio Spinelli. Posted in Editoriale

Cara Federazione,

ho deciso, per la prima volta da quando sono alla tua guida, di scriverti questa “lettera aperta”.

Lo faccio perché, attraverso questo strumento, intendo rivolgermi a tutti i componenti del nostro movimento, nessuno escluso.

È mia intenzione porre all’attenzione di tutti una riflessione. Lo faccio poco prima della pausa invernale delle nostre attività nella speranza che questo periodo di “stop” possa dar modo a ciascuno di riflettere non solo sulle mie parole ma sulla situazione in generale.

Quanto accaduto in diversi campi, nelle ultime settimane, ha suscitato in me molta preoccupazione. Mi sono spontaneamente chiesto: “cosa sta succedendo?”.

Ho investito un po' del mio tempo a visionare diverse partite, leggere i referti arbitrali ed i comunicati del giudice sportivo. Bhè, vi confesso che non mi sono divertito affatto, anzi.

Man mano che proseguivo in questa analisi, che solitamente è assai piacevole, in me sono cresciute ansia, preoccupazione ed amarezza.

Ho visto diverse sanzioni disciplinari, multe e provvedimenti vari a carico di atleti, dirigenti e società. Tutti hanno un comune denominatore: le proteste reiterate nei confronti degli arbitri.

Non è mia abitudine entrare nel merito della questione arbitrale, ma non posso esimermi dal fare una riflessione.

Da cosa sono dovute queste proteste? Dalla scarsa preparazione degli arbitri? Dalla eccessiva foga di atleti e dirigenti? Dalla scarsa conoscenza da parte delle società dei regolamenti e delle norme di gioco? Dal crescente agonismo che invece di mantenere la sua energia positiva sta derivando trasformandosi nel suo alter ego negativo?

Non posso non soffermarmi ad esaminare la situazione nei minimi dettagli.

Ho raccolto, ascoltato e provato a comprendere in questi mesi, diverse vostre segnalazioni ed proprio in considerazione di queste e della situazione attuale che ho deciso in intervenire attraverso questo scritto.

Credo che ciascuna componente del nostro movimento, me compreso, debba fermarsi un attimo e fare una riflessione, un esame personale e inter-personale per capire cosa, chi e come si scatena tutto questo.

Mi si chiede da più parti di intervenire con decisione nei singoli settori cercando di capirne le problematiche e porvi rimedio anche attraverso decisioni eventualmente drastiche.

Certo, potrei usare la mia autorevolezza e la mia autorità, e, non dubitate, lo farò se necessario.

Ma prima di questo passaggio ho preferito scrivervi per invitarvi a ritornare “sulla retta via”, non tutte le colpe possono, infatti, essere delegate o individuate negli arbitri, nei classificatori, nel consiglio federale o nelle sue singole decisioni. È necessario che anche i singoli e le società si facciano un esame di coscienza, perché il nostro movimento non merita le situazioni che ho visto accadere.

Non è aggredendo verbalmente gli arbitri che si risolvono i problemi, non è invadendo il campo che si acquisisce la ragione, non è criticando tutto e tutti, cercando colpe e capri espiatori terzi che si capiscono o si risolvono i problemi. L’unica cosa che, in più di 20 anni di vita federale ci ha sempre permesso di andare avanti e risolvere anche le situazioni più complesse, è stata la collaborazione di tutti, e di tutte le componenti della federazione.

Vi invito, quindi, ad amare questo sport anche nel criticarlo.

Vi chiedo, a volte, di provare ad acquisire un punto di vista più oggettivo ed esterno a quello della vostra singola posizione o ruolo. A vedere e provare a comprendere il movimento di cui siete parte a 360°. Solo cosi potrete capire quanto una piccola decisione possa, in realtà, avere una serie di conseguenze su altri aspetti o per altri protagonisti dello sport in un settore o in un ruolo diverso dal vostro. Questo punto di vista vi permetterà di criticare il movimento in modo costruttivo e più oggettivo e allora sì, la critica non sarà polemica, ma un prezioso aiuto per tutti.

Come sempre è stato, avete nella mia persona un canale privilegiato a cui potete rivolgervi, tuttavia non potete pensare che il Presidente, il consiglio, i vari settori federali possano agire sulla base di voci o ricostruzioni verbali. Quel che serve, per permetterci di intervenire, è una “documentazione” appropriata. Riprendente le partite e mandatele in visione. Questo sì, che può certamente essere di aiuto per analizzare ogni singolo evento accada in campo.

Non serve di certo sottolineare che quanto accaduto su diversi campi, non giova alla nostra immagine ed è ben lontano dalla nostra Mission.

I tanti, bellissimi valori del nostro sport sono tutt’altro rispetto a quello che ho visto. Li riconosco oggi in quei giovani che nell'attività sportiva non solo trovano momenti di svago, e anche di agonismo ma che grazie al nostro sport scoprono nella loro squadra o società una seconda, grande famiglia dove crescere, maturare, e, nella quale, si riaffermano i valori di ogni civile convivenza e condivisione.

E' necessario, anzi, oserei dire dobbiamo essere più credibili. Tutti. Io, voi, i dirigenti, gli atleti  gli arbitri e i classificatori a tutti chiedo maggiore attenzione, maggior autorevolezza e non autorità e maggiore preparazione oltre ad una più accurata conoscenza del regolamento ed uniformità di giudizio.

Alle Società chiedo anche maggiore rispetto nei confronti dei giudici e degli ufficiali di gara, una più pacifica condivisione di eventuali errori, consigli e critiche ed una condotta che possa essere di esempio e non diseducativa.

La pausa invernale ci consentirà di riflettere e “correggere” il tiro già dalla prossima gara.

Lo richiedono il nostro movimento e la nostra credibilità.

 

Antonio Spinelli

Presidente Federale