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Sulla retta via....

Written by Antonio Spinelli. Posted in Editoriale

Cara Federazione,

ho deciso, per la prima volta da quando sono alla tua guida, di scriverti questa “lettera aperta”.

Lo faccio perché, attraverso questo strumento, intendo rivolgermi a tutti i componenti del nostro movimento, nessuno escluso.

È mia intenzione porre all’attenzione di tutti una riflessione. Lo faccio poco prima della pausa invernale delle nostre attività nella speranza che questo periodo di “stop” possa dar modo a ciascuno di riflettere non solo sulle mie parole ma sulla situazione in generale.

Quanto accaduto in diversi campi, nelle ultime settimane, ha suscitato in me molta preoccupazione. Mi sono spontaneamente chiesto: “cosa sta succedendo?”.

Ho investito un po' del mio tempo a visionare diverse partite, leggere i referti arbitrali ed i comunicati del giudice sportivo. Bhè, vi confesso che non mi sono divertito affatto, anzi.

Man mano che proseguivo in questa analisi, che solitamente è assai piacevole, in me sono cresciute ansia, preoccupazione ed amarezza.

Ho visto diverse sanzioni disciplinari, multe e provvedimenti vari a carico di atleti, dirigenti e società. Tutti hanno un comune denominatore: le proteste reiterate nei confronti degli arbitri.

Non è mia abitudine entrare nel merito della questione arbitrale, ma non posso esimermi dal fare una riflessione.

Da cosa sono dovute queste proteste? Dalla scarsa preparazione degli arbitri? Dalla eccessiva foga di atleti e dirigenti? Dalla scarsa conoscenza da parte delle società dei regolamenti e delle norme di gioco? Dal crescente agonismo che invece di mantenere la sua energia positiva sta derivando trasformandosi nel suo alter ego negativo?

Non posso non soffermarmi ad esaminare la situazione nei minimi dettagli.

Ho raccolto, ascoltato e provato a comprendere in questi mesi, diverse vostre segnalazioni ed proprio in considerazione di queste e della situazione attuale che ho deciso in intervenire attraverso questo scritto.

Credo che ciascuna componente del nostro movimento, me compreso, debba fermarsi un attimo e fare una riflessione, un esame personale e inter-personale per capire cosa, chi e come si scatena tutto questo.

Mi si chiede da più parti di intervenire con decisione nei singoli settori cercando di capirne le problematiche e porvi rimedio anche attraverso decisioni eventualmente drastiche.

Certo, potrei usare la mia autorevolezza e la mia autorità, e, non dubitate, lo farò se necessario.

Ma prima di questo passaggio ho preferito scrivervi per invitarvi a ritornare “sulla retta via”, non tutte le colpe possono, infatti, essere delegate o individuate negli arbitri, nei classificatori, nel consiglio federale o nelle sue singole decisioni. È necessario che anche i singoli e le società si facciano un esame di coscienza, perché il nostro movimento non merita le situazioni che ho visto accadere.

Non è aggredendo verbalmente gli arbitri che si risolvono i problemi, non è invadendo il campo che si acquisisce la ragione, non è criticando tutto e tutti, cercando colpe e capri espiatori terzi che si capiscono o si risolvono i problemi. L’unica cosa che, in più di 20 anni di vita federale ci ha sempre permesso di andare avanti e risolvere anche le situazioni più complesse, è stata la collaborazione di tutti, e di tutte le componenti della federazione.

Vi invito, quindi, ad amare questo sport anche nel criticarlo.

Vi chiedo, a volte, di provare ad acquisire un punto di vista più oggettivo ed esterno a quello della vostra singola posizione o ruolo. A vedere e provare a comprendere il movimento di cui siete parte a 360°. Solo cosi potrete capire quanto una piccola decisione possa, in realtà, avere una serie di conseguenze su altri aspetti o per altri protagonisti dello sport in un settore o in un ruolo diverso dal vostro. Questo punto di vista vi permetterà di criticare il movimento in modo costruttivo e più oggettivo e allora sì, la critica non sarà polemica, ma un prezioso aiuto per tutti.

Come sempre è stato, avete nella mia persona un canale privilegiato a cui potete rivolgervi, tuttavia non potete pensare che il Presidente, il consiglio, i vari settori federali possano agire sulla base di voci o ricostruzioni verbali. Quel che serve, per permetterci di intervenire, è una “documentazione” appropriata. Riprendente le partite e mandatele in visione. Questo sì, che può certamente essere di aiuto per analizzare ogni singolo evento accada in campo.

Non serve di certo sottolineare che quanto accaduto su diversi campi, non giova alla nostra immagine ed è ben lontano dalla nostra Mission.

I tanti, bellissimi valori del nostro sport sono tutt’altro rispetto a quello che ho visto. Li riconosco oggi in quei giovani che nell'attività sportiva non solo trovano momenti di svago, e anche di agonismo ma che grazie al nostro sport scoprono nella loro squadra o società una seconda, grande famiglia dove crescere, maturare, e, nella quale, si riaffermano i valori di ogni civile convivenza e condivisione.

E' necessario, anzi, oserei dire dobbiamo essere più credibili. Tutti. Io, voi, i dirigenti, gli atleti  gli arbitri e i classificatori a tutti chiedo maggiore attenzione, maggior autorevolezza e non autorità e maggiore preparazione oltre ad una più accurata conoscenza del regolamento ed uniformità di giudizio.

Alle Società chiedo anche maggiore rispetto nei confronti dei giudici e degli ufficiali di gara, una più pacifica condivisione di eventuali errori, consigli e critiche ed una condotta che possa essere di esempio e non diseducativa.

La pausa invernale ci consentirà di riflettere e “correggere” il tiro già dalla prossima gara.

Lo richiedono il nostro movimento e la nostra credibilità.

 

Antonio Spinelli

Presidente Federale